sabato 5 dicembre 2020
09.03.2012 - GIUSEPPE PICCHIANTI

L'Italia: una repubblica fondata sul lavoro... ecco la "storia" di Sara.

Dover stare al freddo la sera a casa, perché non ha la possibilità di pagare la bolletta del gas. Un po’ di acqua calda con un dado perché i soldi della pensione servono per andare avanti o per aiutare il proprio figlio. Subire l’ansia di dover partire ogni mattina e sentirsi dire dal padrone che quella sarà l’ultima mattina di lavoro. Senza dubbio qualcuno dirà che queste “fotografie di vita” sono un’iperbole, che noi italiani siamo bravi a piangerci addosso. Non ci sto a questa critica.

Sara ha 40 anni, due figli e il marito è dovuto andare in pensione in anticipo dopo un incidente. Lavora senza contratto, sa di sbagliare, così facendo si autoesclude una pensione per il domani e cancella il futuro ai suoi figli, ma quando alla sera torna a casa riesce a portare un pezzo di pane proprio a loro, fa anche i salti mortali per assicurargli un futuro dignitoso attraverso l’istruzione, che ogni giorno diventa dannatamente più cara, vuoi per i prezzi dei libri oppure per le tasse universitarie. Il più grande dei figli di Sara, studia e lavora, non ha il lusso di permettersi di stare a casa anche solo per sottolineare le pagine che poi gli serviranno per essere promosso all’esame, ma ha una grande forza, riesce a trovare il tempo per tutto. Da quattro mesi però Sara non ha più il diritto di lavorare, la crisi economica e la voracità dell’individualismo umano, fatti di numeri con tanti zeri e mille conti in banca, hanno deciso che lei, come moltissime altre persone devono stare a casa. Sara è molto arrabbiata, non vuole capire il ciclo di bilancio degli Stati, non sa cosa siano effettivamente la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale, non ha il lusso di potersi informare, si fa in “mille parti” per cercare uno straccio di occupazione che possa assicurare a lei e alla sua famiglia il cibo per ogni giorno, i soldi per le bollette e le spese correnti.

Incontro Sara perché mi ha chiesto di poterle dare una mano nella redazione del proprio curriculum vitae, non è molto esperta nell’uso dei programmi informatici di scrittura automatica. Mi racconta la sua vita e le proprie esperienze, in 40 anni inizi a sentirle sulle spalle – mi afferma - . A Sara faccio leggere l’articolo 1 della Costituzione Italiana e mi accorgo immediatamente che salta sulla sedia, “L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro”; dopo aver letto questo precetto, Sara è ancora più arrabbiata. Provo a spiegarle che, secondo me, qui lavoro è da intendersi nel modo classico del termine, quindi fatica. Capisco immediatamente che è lei, sono i mille volti del nostro paese che Sara rappresenta, l’articolo 1 della nostra Costituzione. Prima di salutarci, Sara mi sorprende ancora una volta, dicendomi che la nostra nazione è nata e vive sulla fatiche di mille uomini e mille donne, ma che in realtà manca il diritto di lavorare, poiché lei, come moltissimi altri uomini e donne, domattina prenderanno il treno alle 7 per andare in Francia o nel Principato di Monaco.

Forza Sara, non ti arrabbiare. Lunedì mattina porterà il suo curriculum ad una azienda, ha buone possibilità di essere assunta, anche per le sue credenziali lavorative. Probabilmente i politici e gli amministratori pubblici non avranno modo e tempo di leggere questo spaccato di vita, ma semmai ci fosse qualcuno di essi che invece decide di fermarsi e ragionare, probabilmente capirebbe che Sara dall’Italia non riceverà molto aiuto; sarà il frutto di quel lavoro, di quella fatica –estera- che darà alla sua famiglia e ai suoi figli l’orgoglio di dire che ce la faranno e che credono allo stesso tempo in quella “fatica” italiana, che ogni giorno, tutti noi, facciamo per avere e lasciare, a chi ci seguirà, un paese migliore. 


Commenti

Mauro Merlenghi il 10-03-12 19:05 ha scritto:
Complimenti, centrato in pieno: "la nostra nazione è nata e vive sulla fatiche di mille uomini e mille donne, ma che in realtà manca il diritto di lavorare".

Edmondo Dantes il 09-03-12 16:07 ha scritto:
complimenti Josè bell'articolo

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