martedì 7 febbraio 2023
30.04.2012 - VALERIO GAMBACORTA

"Al cuore Ramon, al cuore"...La lunga notte del cinema italiano.

Non è casuale la citazione della più bella battuta del cinema di Sergio Leone (foto 1 - "Per un pugno di dollari"), per puntare i "riflettori" sul drammatico "bagno di sangue" del cinema nazionale. Una breve analisi dei motivi...Consci che gli anni d'oro non torneranno mai più.

Mario Monicelli (foto 2) sosteneva, non a caso (e per avervi partecipato in prima persona) che la miglior stagione del cinema italiano fosse stata quella del "ventennio" (nessun riferimento politico post 25 Aprile...) compreso tra il 1955 e il 1975.

Annate d'oro, grandi registi, straordinari interpreti. E incassi.

Produzioni che si "autoalimentavano" in un abbraccio fraterno tra opere "d'autore" (i vari Antonioni, Fellini, De Sica, Rossellini, Monicelli e poi Leone, Bertolucci, Argento, tanto per fare alcuni nomi ben noti ai più) e produzioni minori (il cosiddetto cinema di genere - dai film "peplum" agli spaghetti western girati in Ciociaria giù fino ai "poliziotteschi" con Nico - Tomas Milian - Giraldi - che con i propri incassi, per lo più rastrellati nelle "seconde visioni" e nei cinema di periferia, "foraggiava" sè stesso e il cinema "alto" - e molto spesso i suoi fallimenti per troppe manie di grandezza).

Ora che rimane del cinema italiano? Purtroppo qualche buon film, qualche buon autore (per esempio un Garrone od un Marco Tullio Giordana, vero e proprio Francesco Rosi degli anni odierni - nei cinema con "Romanzo di una strage", sui fatti di Piazza Fontana).

Per il resto è crisi endemica. Brutto dirlo, ma le sale  sono sempre più vuote.

La gente il "cinema" se lo fa a casa, con Sky e con il digitale terrestre l'offerta è nettamente aumentata; il "palinsesto" te lo costrusci tu a tavolino sottoscrivendo un abbonamento via telefono...

Le sale chiudono. Qualcuno si è accorto che ad Arma di Taggia qualche anno fa è stato smantellato l'ultimo cinema di proprietà Cerri? Pensate, ora si appresta a diventare un bel "residence"....

E chi ancora, ostinatamente frequenta le sale lo fa (compreso il sottoscritto) in maniera saltuaria per i costi del biglietto (ripiegando sovente sul Mercoledì giorno in cui si risparmiano due Euro...).

I numeri diffusi dagli esercenti parlano chiaro: "-7% a dicembre, -31% a gennaio, -19,26% a febbraio. E' inesorabile il calo verticale dei biglietti venduti al botteghino italiano. Se negli States il confronto con i primi mesi del 2011 è clamorosamente positivo, in Italia il botteghino piange", fonte "cinebolog.it.

Qualche mese fa Lionello Cerri (Presidente dell'Anec - Associazione Nazionale Esercenti Cinema) ha lanciato la proposta di una lotteria abbinata ad un programma televisivo per "drenare" un po' di fondi per il nostro vituperato cinema...

Mancanza di fondi certo, ma come sostenuto da Michele Giordano (Nocturno Cinema) "non è che per girare Roma città aperta Rossellini avesse a disposizione credito illimitato...eravamo nel secondo dopoguerra...".

Quindi, riassumendo: meno sale, meno soldi...e se ricominciassimo da "zero" con le idee brillanti, l'inventiva e il genio artigiano tipicamente italiano?

Ah dimenticavamo...forse mancano proprio le idee...quindi i registi. 

P.s. Ciao Sergio...Ciao Mario.

 

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