martedì 29 novembre 2022
08.02.2012 - Alice Borutti

Imperia, "Le conseguenze del cemento" di Luca Martinelli

Ieri sera alla Talpa e l'orologio Luca Martinelli, giornalista di “AltrEconomia” ha presentato il suo libro “Le conseguenze del cemento”, inchiesta sugli autori dell'ondata di cementificazione che continua a erodere i terreni liberi e il paesaggio italiano e sul perchè quest'ondata non accenna a fermarsi, argomento particolarmente interessante e pregnante per la provincia e la città di Imperia. Il titolo del libro è mutuato dal titolo del film “Le conseguenza dell'amore” di Sorrentino, che termina con l'immersione nel cemento del protagonista così come l'Italia degli ultimi 50 anni. L'indagine di Martinelli parte dalla storia di Risanamento spa di Zunino, vincitrice dell'appalto per la riqualificazione delle ex aree industriali Falck a Sesto S. Giovanni e Milano Santa Giulia, per le quali l'ex Presidente della provincia di Milano, Filippo Penati, è indagato. Risanamento spa accumula 3 miliardi di debiti nei confronti degli istituti di credito ma questi non la lasciano fallire benchè non abbia prodotto reddito e anzi ne diventano azionisti, Intesa San Paolo e Unicredit sono gli istituti con le maggiori quote, per poi “spacchettare” il debito e rinegoziare altri prestiti, avendo in cambio il valore patrimoniale dell'area da ascrivere come immissione nei propri bilanci societari.

Parlando poi delle operazioni immobiliari di Ligresti e Caltagirone, Martinelli ha spiegato come non convenga alle società abbattere le costruzioni inutilizzate o incompiute proprio per il fatto che vengono ascritte a bilancio come attività e permettano di ottenere maggiore liquidità dalle banche, creando un circolo vizioso per il quale privati, imprese e banche hanno interesse affinchè il valore a mq di terreni e costruzioni sia ampiamente sopravvalutato con conseguenze per i consumatori/acquirenti.

L'altro fronte del problema sono gli enti locali che per arrivare al soddisfare le condizioni del patto di stabilità utilizzano i terreni e i beni comuni come risorsa corrente per appianare debiti derivanti dall'attività ordinaria dell'amministrazione, procedendo sempre più a lottizzazioni e depauperando il patrimonio pubblico, per gli stessi motivi viene richiesta alcuni enti locali richiedono la federalizzazione delle aree demaniali in modo da aumentare il patrimonio da poter mettere in vendita.

Martinelli, con dati alla mano, ha raccontato come oggi il costruire non sia finalizzato a soddisfare la domanda di abitazioni o infrastrutture da parte dei cittadini (attualmente il 40% di abitazioni vendute prima della consegna rappresenta il golden standard per le imprese edili, il restante 60% spesso rimane invenduto), ma come questo atto si esaurisca nell'occupare del suolo e nel gonfiare le quotazioni immobiliari di mercato per ottenere maggiori linee di credito.

L'Italia è ancora la prima produttrice di cemento in Europa e spesso i cementifici fanno parte delle galassie societarie di costruttori e immobiliaristi, sovente senza un piano cave regionale o con scavi in deroga, l'attività estrattiva italiana continua a erodere il patrimonio paesaggistico.

É stato anche presentato il recente Forum Nazionale “Salviamo il paesaggio-difendiamo i territori”, promosso da Slow Food e dal movimento “Stop al consumo di territorio”, aggregato di cittadini con l'obiettivo di preservare il paesaggio italiano dalla deregulation del cemento selvaggio.

 

 

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