martedì 7 febbraio 2023
20.04.2012 - Alessandra Chiappori

Mimmo Càndito a Imperia per parlare di democrazia e libertà

Il noto reporter di guerra è stato ospite stamane dell’Anpi presso l’aula magna del liceo Vieusseux

Mimmo Càndito al liceo Vieusseux

Mimmo Càndito è stato attore stamane presso l’aula magna del liceo scientifico Vieusseux di un incontro sul tema “25 aprile, il valore della democrazia”. L’evento è stato organizzato dall’Anpi Imperia con la collaborazione della scuola che ha permesso di ospitare presso i suoi spazi l’assemblea di studenti delle classe quarte e quinte degli istituti cittadini. Un’occasione, parallela a quella formale che si svolgerà il 25 aprile, rivolta principalmente agli studenti. Parlare ai ragazzi della Liberazione e della democrazia è infatti l’intento principale dell’Anpi, che non vede la ricorrenza come un mero episodio storico ma come una fondamentale tappa della storia della Repubblica italiana, da cercare di attualizzare nel coinvolgimento con i ragazzi. A questo proposito l’Anpi ha approfittato dell’incontro con Càndito per promuovere l’iniziativa del bookcrossing, partita gli scorsi giorni nelle scuole superiori di Oneglia e oggi negli istituti di Porto. Anpi e Istituto Storico della Resistenza di Imperia hanno messo infatti a disposizione di ciascuna scuola superiore una cesta di libri con cui dare avvio a un proficuo bookcrossing, ovvero a uno scambio gratuito di testi che potranno essere restituiti, nello spirito democratico che anima l’iniziativa, per essere letti da altri studenti, ma potranno anche essere arricchiti con l’aggiunta da parte dei partecipanti di nuovi volumi. In ogni cesta sono inoltre stati inseriti dei mini-opuscoli tascabili con il testo della Costituzione Italiana, il testo base a tutela della democrazia.

Il geometra Ugo Mela, dell'Anpi di Oneglia,ha introdotto l’iniziativa ai ragazzi: “questa è una buona occasione – ha spiegato – per approfondire un periodo storico, si tratta della storia partigiana locale, che ha visto protagonisti poco più vecchi di voi”. Mela ha approfittato dell’occasione per parlare agli studenti del Museo della Resistenza di Carpasio e invitare gli insegnanti ad inserire la struttura nei percorsi didattici e magari nelle gite, ricordando la presenza sul luogo della “castagna”, l’albero di castagno che grazie al suo tronco cavo costituiva un utile ricovero per i partigiani feriti durante la guerra. Anche Ezio Lavezzi, presidente dell’Anpi provinciale, ha insistito sul legame tra la giovane età dei partigiani e quella degli studenti presenti in aula e sulla necessità di continuare a incontrarsi, come avveniva allora sulle montagne: “l’attività dell’Anpi dal 2006 prosegue anche dopo la morte degli ultimi partigiani, è stato infatti modificato lo statuto  consentendo l’accesso anche a chi non era stato partigiano, mantenendo però sempre gli stessi ideali e principi, nel punto in comune che resta l’antifascismo”.

E sui regimi si è soffermato anche Càndito. Reporter di guerra inviato de La Stampa e direttore del periodico “L’indice dei libri del mese”, Càndito proprio dai libri è partito nel suo discorso sulla democrazia spiegata ai giovani: “i regimi spesso nascondono la verità, ma i libri restano lo strumento principale di conoscenza, di carta o elettronici che siano, anche se io sono ancora affezionato a quelli di carta!”. Catalizzando l’attenzione dei ragazzi, il giornalista ha esordito citando alcuni volumi significativi, e leggendone degli estratti, talvolta toccanti, come la lettera di un ragazzo alla fidanzata scritta prima della fucilazione, da “Lettere di condannati a morte della Resistenza”. O ancora portando l’esempio di George Orwell,  confrontatosi con la problematica della democrazia e dei regimi durante la guerra civile spagnola, esperienza alla quale aveva aderito come volontario, raccontandola poi in “Omaggio alla Catalogna”. Un incontro significativo per i ragazzi non solo perché legato ai libri e alla novità del bookcrossing, ma per la testimonianza diretta di un reporter che ha attraversato più di 30 anni di guerre, passando dall’Afghanistan alla Libia, al Sud America e ai Balcani, e ancora alla Cambogia e al Golfo Persico, rischiando spesso la vita in prima persona per restare fedele al compito di raccontare la realtà concreta della guerra, attraversando la censura e gli ostacoli dei regimi totalitari per dare spazio a una libertà democratica fondamentale, quella di informazione.

 

 

Mimmo Càndito al liceo Vieusseux


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