domenica 20 settembre 2020
05.10.2012 - REDAZIONE

Imperia: dalla Confindustria locale mano tesa nella vicenda "Porto"

Comunicato Stampa

Importantissimo incontro quello tenuto nel pomeriggio di ieri e concluso a tarda serata tra il dottor Argirò in rappresentanza di Confindustria Imperia ed i rappresentanti di un gruppo significativo di proprietari di posti barca assistiti dagli avvocati Rovatti e Mantini, specialisti del settore (hanno seguito la vicenda del porto di Lavagna tra gli altri), che raccogliendo l'ipotesi formulata si sono dichiarati pronti ad intervenire, se si riuscissero a creare le condizioni tecniche e vi fossero le volontà convergenti, ad entrare direttamente nell'operazione portuale.

L'analisi fatta e stata estremamente approfondita sotto il profilo tecnico e le valutazioni emerse, nella drammaticità della situazione, assolutamente condivise.

Dall'incontro emerge una visione diversa rispetto ad altri gruppi aggregati di proprietari di posti barca che portano avanti una linea, proposta da un legale di Torino, che ha avviato la causa preventivamente a qualsiasi confronto e proponendo a coloro che hanno aderito all'iniziativa di portare avanti una sorta di  "class action" dai costi elevati e dagli esiti incerti.

L'esperienza fa emergere che in queste situazioni nel caso di fallimento, quand'anche la curatela decidesse di salvaguardare i diritti dei titolari di contratti di ormeggio, questi, nel caso di un concordato fallimentare teso a salvaguardare la concessione in continuità, dopo la dichiarazione di insolvenza, si troverebbero come accaduto in altri casi analoghi a pagare una cifra che in genere non è mai inferiore al 30% di quanto già pagato.

Peraltro la continuità nel fallimento per mantenere in vita la concessione é legata al fatto che vi sia un assuntore di un eventuale concordato fallimentare, soluzione tutta da costruire e dagli esiti incerti. Peraltro il rischio altissimo é quello che nel caso non vi fosse una soluzione fallimentare di tipo concordatario la concessione decadrebbe, cosa peraltro assai probabile vista la situazione, con la perdita di tutto quanto investito e con conseguenze per l'opera drammatiche ed incerte.

La soluzione invece più costruttiva che sta portando avanti Confindustria, nel senso che è tesa a evitare i numerosi contenziosi distruttivi, in cui peraltro sarebbe coinvolto anche il Comune di Imperia in modo drammatico, é molto ben compresa dal gruppo incontrato ieri, che peraltro si riunirà di nuovo domani a Milano, e che prevede un possibile ingresso nel capitale in via indiretta nella spa del porto.

Tale soluzione sarebbe sicuramente meno costosa della soluzione fallimentare, che oltre alla gravissima incertezza risulta ad oggi onerosissima sotto il profilo dei costi legali, peraltro già noti ai proprietari dei posti barca, che invece potrebbero, con un esborso marginale e sicuramente molto inferiore al caso del fallimento, trovarsi nella condizioni di partecipare alla soluzione prima dello stato di insolvenza e poi attraverso un piano concordatario preventivo approvato dal giudice, per definire in modo chiaro, trasparente e finale la soluzione definitiva per il completamento del porto.

Questa soluzione particolarmente apprezzata sia dallo studio legale che dai proprietari dei posti barca si scontra con un unico grande limite la ristrettezza dei tempi per cui la speranza che Confindustria continua a mantenere alta, nonostante la estrema difficoltà della situazione e quella di avere il tempo necessario, compatibilmente con le responsabilità ed i doveri di ciascuno, di avere il margine per attuare questa possibile soluzione che integrata alle altre ipotizzate potrebbe scongiurare lo scenario drammatico del fallimento.   


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