martedì 19 giugno 2018
20.11.2012 - C.S.

Sanremo: il comparto "commercio" impugna al Tar le aliquote Imu

A seguito del fallimento del tavolo richiesto dalle scriventi categorie per affrontare il tema drammatico dell’aliquota IMU AL 10,6 PER MILLE sulle attività produttive, peraltro non più convocato dall’Amministrazione Comunale, che sta ponendo in serio pericolo moltissime attività produttive del territorio sanremese, alcune aziende con la regia delle associazioni di categoria del commercio, degli alberghi e delle sale cinematografiche hanno depositato attraverso i propri legali un ricorso al TAR della Liguria contro le aliquote IMU decise dall'Amministrazione sui beni strumentali delle imprese.

L'azione legale fa seguito al fatto che l'Amministrazione, con la deliberazione del 31.10 scorso, ha gravemente disatteso gli impegni assunti in sede del tavolo di confronto istituito con le categorie produttive nel mese di maggio. 
Il tavolo di confronto peraltro ha proseguito i lavori fino al mese di luglio senza essere più convocato dopo la pausa estiva.

Coerentemente con lo spirito del tavolo le associazioni:

portarono all'attenzione la grave sperequazione che l'applicazione dell'aliquota IMU massima, o prossima al massimo, avrebbe avuto nei confronti delle attività che per produrre il proprio fatturato hanno bisogno di una grande superficie immobiliare, mettendone gravemente a rischio la possibilità di permanenza sul mercato;

ribadirono di ritenere illegittima l'applicazione di un'aliquota IMU superiore al 7,6 per mille, come segnalato da autorevoli pareri dell'IFEL-ANCI e delle Associazioni nazionali;

formularono all'Amministrazione una serie di proposte di risparmi sul bilancio comunale, che avrebbero potuto compensare il minor gettito, proponendo all'amministrazione la propria collaborazione per un'analisi di spending review più approfondita; 

misero in evidenza come fosse urgente e non rinviabile una profonda ristrutturazione aziendale della Casinò SpA, la cui profonda crisi non poteva essere scaricata sulla fiscalità generale, come invece sta avvenendo, a pena dell'impoverimento della città e del suo tessuto economico e sociale.

Poiché l'Amministrazione ha inteso disattendere gli impegni assunti in quella sede rinunciando a convocare il tavolo dopo la pausa estiva, e con ciò
rinunciando ad analizzare il documento prodotto dalle associazioni, ed a produrre una controproposta rinunciando ad approfondire i temi della spendig review dell'Amministrazione e delle sue partecipate rinunciando a varare una manovra supplettiva di bilancio al fine di riequilibrare il peso fiscale sulle aziende alle Associazioni non è rimasta altra scelta che quella di impugnare gli atti dell'Amministrazione al TAR della Liguria.

Le Associazioni, simpatizzando con i colleghi del settore agricolo, che per le medesime ragioni sono in questi giorni scesi in piazza, ritengono che l'essere stati costretti ad adire vie legali sia grave, un vero e proprio fallimento della politica, che si dimostra incapace di tutelare l'interesse generale della città. 

Pensare infatti di tenere in equilibrio il bilancio comunale, sostituendo le entrate della casa da gioco con le tasse è una misura profondamente sbagliata ed iniqua, poiché traccia una profonda linea di demarcazione che divide il Palazzo dall'economia reale, creando un solco fra cittadini di serie A, impiegati nella Pubblica Amministrazione, e cittadini di serie B, che traggono sostentamento dalle attività economiche, siano essi imprenditori o lavoratori.

Già oggi un numero importante di lavoratori è stato espulso dalle aziende del turismo e dello spettacolo per far fronte all'incremento della pressione fiscale deciso dall'amministrazione, che è nell'ordine del 300% rispetto al 2011, con le relative gravissime conseguenze sociali.

Le conseguenze saranno ancora più gravi nei prossimi mesi qualora l'Amministrazione non torni sui suoi passi, riportando la pressione fiscale locale (IMU e TARSU) su livelli sostenibili.

Per questo motivo le Associazioni auspicano che il Sindaco, che in estate ritenne di non partecipare al tavolo di confronto, avochi a sé la problematica e si attivi per riannodare i fili del dialogo e trovare una soluzione soddisfacente, che sappia tutelare le aziende e i posti di lavoro, oltre agli equilibri del bilancio comunale.


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