mercoledì 10 agosto 2022
16.02.2012 - CHIARA RAGNINI

Il Festival di Chiara Ragnini...ecco le "impressioni" sulla seconda serata

La nostra preziosa collaboratrice ci offre una "scheda" approfondita d'analisi sulla serata andata in onda ieri sera.

Io, a casa, manco la prendo la Rai.

Il decoder digitale terrestre non ne vuole proprio sapere, no.

Giuro, ci ho provato in tutti i modi, ma pare proprio che non ci sia nulla da fare (che sia stato un segno del destino?). In ogni caso, armata di buona pazienza, ieri sera ho fatto di tutto per riuscire a seguire la seconda serata del Festival di Sanremo. Prima, la radio. Ho cercato e ricercato la frequenza giusta, scivolando come un'anguilla fra le onde radio per poi annegare nell'impazienza di non riuscire a trovare nemmeno una trasmissione pulita e diretta che mi facesse ascoltare per intero una sola canzone. Quindi, il computer. La prima tappa è stato il sito della Rai, ma, probabilmente per lo stesso motivo per cui il digitale si rifiuta di concedermi questo privilegio, anche il portale ufficiale della televisione pubblica non si è lasciato scalfire.

Un minaccioso riquadro nero, là dove luci e sorrisi avrebbero dovuto allietarmi, mi ha scrutata per alcuni snervanti minuti, accompagnato dai pallini del caricamento in corso. Poichè non sono una che demorde facilmente, ho invocato l'aiuto di Google e finalmente, dopo sedici minuti esatti passati alla ricerca dello streaming perduto, il mio desiderio è stato esaudito. Finalmente, il Festival di Sanremo, in diretta dal palco del Teatro Ariston. 

Signore e signori, che la musica abbia inizio!!!

Nina Zilli: efficace, pur con qualche sbavatura nell'intonazione, con un brano di Roberto Casalino, già autore per Giusy Ferreri e fresco di vittoria di X-Factor con  Francesca Michelin. La melodia calza perfettamente con le sue capacità interpretative ed il look, anche per lei in parte rinnovato e più raffinato. Convincente. Voto 7.

Arisa: abbandonati gli occhialoni e il look forzatamente retrò per un abbigliamento più elegante e sobrio, che ne valorizza non solo i lineamenti ma conferisce valore aggiunto alle sue ineccepibili capacità vocali, ha letteralmente deliziato il pubblico con la sua voce dolce, precisa, limpida e senza sbavature: intepretando a meraviglia una canzone altrettanto bella, conferma così l'accoppiata Anastasi-Arisa come formula vincente, lui come autore fra i migliori attualmente presenti e lei come amabile interprete poliedrica e versatile. Emozionale. Voto 9.

D'Alessio/Bertè: accoppiata insolita per una canzone che sembra ripescata dagli anni '80, a metà strada E la luna bussò e i Santa Esmeralda. L'atmosfera non mi dispiace, nel complesso l'esibizione convince e scorre liscia. Scommetto che anche questa canzone spopolerà in radio. Demodè. Voto 7.

Pierdavide Carone (guest Lucio Dalla): la canzone è in perfetta linea con lo stile e l'impostazione di Dalla, sia nel testo che nella musica. Il problema è l'interpretazione: forse per la voce liscia, forse per la giovanissima età dell'interprete, le emozioni faticano ad arrivare e l'esibizione suona forzata. Cantata da Lucio Dalla farebbe decisamente tutto un altro effetto, tenendo presente anche l'argomento delicato affrontato dal brano. Personalmente, non mi ha convinto. Distaccato. Voto 6.

Emma: testo impegnato per un brano rock melodico ben costruito. La canzone funziona, è orecchiabile e sicuramente avrà un ottimo riscontro radiofonico, ma preferisco Emma paladina dell'amore che paladina della società. Retorica. Voto 6 1/2.

Matia Bazar: questo Festival sembra un salto nel passato. Dopo gli anni '80 di D'Alessio/Bertè, ecco gli anni '90 di Ivana Spagna. Il ritornello evoca certe reminiscenze (Gente come noi?), ma l'eleganza consueta del gruppo conferisce valore aggiunto all'esibizione. Canonici. Voto 7.
Eugenio Finardi: in gara con una canzone composta da Roberta Di Lorenzo, sua nuova musa, Finardi convince, valorizzato da un arrangiamento corposo e da un testo affatto banale. Che voglia ripetere il successo inaspettato di un certo collega cantautore che lo scorso anno si portò a casa una bella vittoria? Navigato. Voto 7.

Marlene Kuntz: inconsueti su un palcoscenico del genere, si propongono con una bella ballata senza però convincere fino in fondo, lontani anni luce dalle produzioni di qualche tempo fa. Peccato. Alternativi. Voto 6.

Irene Fornaciari: lei ha una gran voce, forse non del tutto valorizzata da questa canzone. Al limite fra il rock e la dance, porta finalmente un po' di movimento nella serata, dove le ballate d'amore sembrano farla da padrone. Peccato per il testo, che al momento rimane per me un "grande mistero". Bucolica. Voto 6 1/2.

Samuele Bersani: ironico al punto giusto, convince appieno con le sue metafore abbracciate ad una melodia orecchiabile in una canzone ricca di contenuti ed arricchente. A me Samuele piace particolarmente, sarò di parte ma per me è già sul podio. Brillante. Voto 8.

Chiara Civello: a metà fra i Garbage (The world is not enough?) e Mario Biondi, personalmente mi ha emozionata poco. Raffinata nella sua proposta, manca però di quel pizzico di brio in più che male non avrebbe fatto. Lineare. Voto 6.
Noemi: gran bella canzone d'amore quella scritta da Fabrizio Moro per Noemi, che la interpreta amabilmente e con la consueta grinta a cui ci ha abituati. Peccato per il look alla Wilma De Angelis (e poveri capelli!). Blues. Voto 7 1/2.

Francesco Renga: bella canzone, affatto distante dai singoli sanremesi cui il cantante ci aveva abituati. Ben interpretata, si apre con orgoglio nel ritornello, in un crescendo che coinvolge, impreziosito dalla bella voce di Francesco. Anche lui, per me, merita un posto nelle prime tre posizioni. Inequivocabile. Voto 8.
Dolcenera: la canzone sembra una più moderna e morbida Bandiera Gialla. Può darsi stia esagerando, ma la puzza di già sentito in questa ed altre canzoni è diventata forte (e non ditemi che le note sono sette). Preferisco, anche in questo caso, una Dolcenera in versione più rock e meno edulcorata di così. Mitigata. Voto 6-.

GIOVANI
Dana Angi: confidente con la telecamera nonostante la pochissima esperienza, è autrice del brano che interpreta. La canzone ha una struttura che fatico a comprendere fino in fondo, così come il testo che, anche in questo caso, resta per me un grande mistero. Acerba. Voto 6--.

Iohosemprevoglia: miei compagni di avventura ad Area Sanremo quest'anno, i ragazzi si confermano ottimi musicisti, compatti e spigliati. A proprio agio sul palco, convincono con un bel brano dal profumo anglosassone, un po' Oasis, un po' Coldplay, orecchiabile e ben strutturato. Orgogliosi. Voto 8.

Celeste Gaia: la canzone è destinata a diventare un tormentone, con il suo testo ironico e la struttura tonda. Lei è fresca, con i suoi occhioni azzurri e il sorriso spontaneo. Mi è piaciuta molto. Personaggio. Voto 7 1/2.

Erica Mou: dolce negli sguardi, precisa nell'intonazione, Erica è per me la migliore fra le proposte dei giovani. La canzone è toccante, emozionante ed interpretata con maestria dalla sua autrice. Vincitrice. Voto 8.

Marco Guazzone: un po' filastrocca e un po' Muse, la canzone di Guazzone non mi ha convinta fino in fondo. Forse sarebbe stata di maggior impatto affidata ad un altro interprete con maggiore estensione vocale. Gradevole. Voto 6.

Giulia Anania: canzone ben strutturata, che richiama i Coldplay nell'inciso e che purtroppo non è affatto valorizzata dall'interpretazione, a tratti debole e non sempre precisa nell'intonazione. Nel complesso, si lascia ascoltare. Incolore. Voto 6-.

Bidiel: anche loro miei compagni di avventura ad Area Sanremo, mi convincono un po' meno degli Iohosemprevoglia, vuoi per l'intonazione non sempre precisa vuoi per la canzone che mi resta meno impressa rispetto a quella del gruppo pugliese. L'ambito è sempre quello del rock anglosassone, valorizzato da un testo più ironico e tagliente. Un buon traguardo per la band, destinata sicuramente a migliorare. Prematuri. Voto 6 1/2.


Commenti

Daniele Di Stefano il 16-02-12 19:55 ha scritto:
Analisi professionale, da una bravissima artista altrettanto professionale.

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