lunedì 5 dicembre 2022
14.07.2012 - Giuseppe Picchianti

Orto Liberato Felice Cascione: con la Talpa e l’Orologio inizia l’estate dei beni comuni.

La manifestazione di sabato scorso, affermano i rappresentanti del comitato spontaneo, ha toccato il nervo scoperto di questa società: la riscossa degli interessi collettivi su quelli dei poteri forti e della finanza.

Si è svolta ieri sera, presso la sede del C.S.A. La Talpa e l'Orologio, un'affollata assemblea pubblica organizzata dal collettivo che sabato ha dato vita all'occupazione dell'Orto Liberato Cascione.
Nonostante la sproporzionata reazione delle forze dell'ordine a un'occupazione totalmente pacifica e l'ottusa e arrogante chiusura di Banca d'Italia alla richiesta concreta e condivisa di destinare  quell'immobile e il suo giardino a uso sociale, siamo concordi nel  ritenere quella di sabato un'iniziativa giusta e vincente. Siamo riusciti –scrivono nel comunicato l’Orto Liberato Felice Cascione- con quell'azione forte, in cui ci siamo esposti in prima persona, a sollevare l'attenzione della città su una questione centrale per il nostro futuro. L'immobile di Banca d'Italia è diventato un simbolo incredibilmente concreto e materiale che ci parla dell'arroganza e dell'ingiustizia di un sistema bancario che non vuole dare risposte minime ai cittadini, che annaspano nella crisi, che ha creato, che ci parla di una proprietà privatizzata, che si permette di lasciare un immobile abbandonato, mentre il settore pubblico viene massacrato da tagli e “spending review”, che ci parla, infine, di un nuovo modello di sviluppo possibile, basato su una politica, che mette al centro i beni comuni.

Il dibattito pubblico di questi giorni, nonostante qualche banale tentativo di relegare il tutto a 
una questione di “legalità”, mostra quanto i nostri ragionamenti siano condivisi e abbiano toccato il nervo scoperto di questa società: la riscossa degli interessi collettivi su quelli dei poteri forti e della 
finanza. Quella di sabato non è stata un'iniziativa mediatica e fine a se stessa. Crediamo realmente nella necessità che quell'immobile e il suo giardino vengano destinati a un uso sociale e, forti del largo sostegno che abbiamo incontrato, abbiamo deciso di continuare la mobilitazione per donare 
quello spazio alla città. Per questo nei prossimi giorni e nelle prossime settimane daremo vita a una serie di iniziative. Organizzeremo una raccolta firme e una petizione on-line per permettere 
ai cittadini imperiesi di unirsi a noi nel pretendere da parte di Banca d'Italia un passo indietro sull'immobile e chiedere al Comune di attivare i suoi uffici, per accertare definitivamente la possibilità che quello spazio sia, almeno in parte, ancora pubblico. Chiederemo, poi, un incontro al Prefetto, unica figura istituzionale del territorio, che durante l'occupazione si è offerta di incontrarci, affinché si faccia promotrice di un tavolo di confronto tra rappresentanti del collettivo, di Banca d'Italia e del Comune. Nelle prossime settimane, infine, vogliamo organizzare un grande momento 
di partecipazione e mobilitazione, una manifestazione larga e viva per contrapporci al grigiore di quello che, adesso, è un non luogo.

A Imperia è cominciata la lunga estate all'insegna dei beni comuni! ORTO LIBERATO FELICE CASCIONE

 

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