sabato 29 aprile 2017
03.07.2012 - GIUSEPPE PICCHIANTI

Provenza: strade di lavanda e non solo...

I Romani la utilizzavano per lavarsi, da qui il nome di questo splendido e profumatissimo fiore: Lavandula Officinalis. Utilizzata per i dolori muscolari, ha proprietà analgesiche e vasodilatatorie. Ottimo rimedio naturale contro l’emicrania, pochi grammi in almeno mezzo litro d’acqua. Esistono più di 40 specie, quella che noi conosciamo è definita “lavanda latifolia / spinone”. La Provenza è piena di campi di questo piccolo arbusto.

In un inizio estate, davvero rovente, per la presenza degli anticicloni africani, Scipione prima e Caronte in questi giorni, lasciare la propria città per cercare di distrarsi dal caldo afoso e per staccare la spina, anche per un giorno solo, può essere davvero un toccasana. Destinazione Haute Provence, percorrendo la Route de la Lavande. Partire nelle prime ore della mattina può essere d’aiuto, se si vuole arrivare di buon’ora per fotografare i campi di lavanda con una buona luce.

Ventimiglia, ore 6.30, lasciamo alle spalle il casello autostradale, destinazione Caussols – Castellane. Usciamo alle 7.15 al casello di Villeneuve Loubet, da qui, prendiamo la strada nazionale in direzione di Grasse. Dopo aver attraversato i piccoli centri abitati, inizia una graziosa strada che, attraverso le Alpi Marittime, conduce in Alta Provenza. Si scollina un paio di volte, per chi è appassionato di ciclismo e di Tour de France, queste strade sono davvero conosciute in ogni metro. Durante il percorso ci sono diversi punti panoramici, dai quali è possibile vedere con estrema facilità l’abbraccio tra le montagne e il mare. Arriviamo a Caussols, un gruppetto di case e una piccola chiesa, si inizia a masticare l’aria di Provenza, i tetti in coppi di terracotta, lo confermano. Da Caussols, dopo un breve caffè, percorriamo 46 km, meno di un’ora, per arrivare a Castellane. Ci accoglie una bellissima piazza dove poter parcheggiare in tranquillità la macchina. Una fontana al centro del paese decorata con mille geranei ci dà il benvenuto. Castellane si gira in meno di un’ora, le stradine interne, piene di piccoli negozi di souvenirs, un ponte del XVI sul fiume Verdon (celebre per le sue Gorges, le gole nelle quali è possibile cementarsi con il Rafting), accompagnano il turista prima di iniziare a visitare i campi di lavanda. Lasciamo Castellane per raggiungere il celeberrimo Plateaux de Valensole, passando per Barrème e Mezel. Questo altipiano lo si riconosce immediatamente, per i profumi ed i colori viola e blu, che con forza spiccano in primo piano sul fondo verde-giallo dei prati provenzali estivi. Aperto lo sportello della macchina, la voglia di buttarsi a capofitto nel mare viola profumato della lavanda, assale tutti. Tante piantine, tutte in fila, chi con un viola più acceso, chi con una tonalità più pacata, sul blu chiaro, ti abbracciano con il loro splendido profumo. Gli scatti delle macchine fotografiche davvero non si sprecano. Cerchiamo di immortalare questi campi, quasi metafisici, data la loro straordinaria bellezza, nelle foto e in queste cerchiamo di inserire, attraverso il ricordo olfattivo, il profumo. Lo splendore e la magnificenza di questi posti li leggi anche nei volti degli altri turisti. Tutto ciò avviene sempre rispettando la natura: pochissime persone decidono di raccogliere i fiori, che, nonostante come segnalano molti cartelli, sia vietato. Una delle tante particolarità di queste brevi gite di uno, due giorni, è il contatto ed il rispetto che questi magnifici scorci di natura ti impongono: un bel quadro che non deve essere toccato e modificato; così la natura ha deciso di conformare queste località e così devono essere mantenute, un turismo quindi impegnato al rispetto e al farsi vigili che anche gli altri si conformino alla tutela. Su questo versante la Francia è davvero al primo posto, rispetto non solo all’Italia ma a molti altri paesi europei: la capacità di tutelare, di far conoscere e di far rispettare ogni luogo, che abbia anche la più piccola e semplice peculiarità, non solo nella prospettiva di “far cassa” sul turismo, ma di plasmarlo al sapere storico e naturale. La dignità dell’uomo e della natura, mai come in questa prospettiva, si alleano per tutelarsi reciprocamente. Decidiamo di gustarci fino in fondo lo splendore di questi campi, percorrendo tutta la strada, che ad anello, corre intorno al plateaux, si allunga di una trentina di chilometri ma ne vale davvero la pena.

La strada del ritorno si snoda invece passando per Saint André Les Alpes: a 900 m di altitudine, è il crocevia della strada per la Costa Azzurra e le Alpi. Tipico villaggio di montagna, un ottimo luogo dove potersi riposare qualche giorno, gustando formaggi e carne delle Alpi e allo stesso tempo riprendersi dalla calura estiva. Da Saint André percorriamo la Route de Grénoble, in senso opposto, verso Nizza. La chiamano la strada del Var (uno dei più celebri fiumi di Francia), che in molti tratti ricorda quella del Colle di Tenda con campi verdi, la Baie d’Angle e il Lago di Castillon, rocce a strapiombo e piccoli villaggi, come Entrevaux con la sua splendida cittadella. 

Un’esperienza per un weekend, da fare almeno una volta all’anno, non comporta eccessivi costi, poiché sulla strada i ristoranti tipici e le chabrés d’hotes sono davvero molte: la strada della lavanda non si ferma nei luoghi che abbiamo visitato in questo reportage, continua raggiungendo il cuore dell’Alta Provenza, passando per Digne les Bains, Sisteron, Manosque e Focalquier. Giugno e la prima settimana di Luglio, sono i momenti migliori per questo viaggio. Dal 7 luglio fino al 14, giorno della Festa Nazionale Francese, è possibile invece assistere al taglio dei fiori della lavanda, anche questo da non perdere. Un’occasione da segnare sull'agenda.

Informazioni su: www.it.franceguide.com e www.grande-traversee-alpes.com/routes-de-la-lavande .

 

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