martedì 22 agosto 2017
30.08.2012 - Giuseppe Picchianti

La nuova geografia scolastica: nascono gli istituti comprensivi. Tanti i problemi all'orizzonte

L'estate è quasi alle porte. Sarà un autunno difficile per le scuole, alle prese con tagli e razionalizzazioni. Nella provincia di Imperia nascono 18 Istituti Comprensivi Scolastici, l'ultimo atto che prevede l'unione delle diverse scuole, dislocate in tutto il territorio provinciale.

Un fine agosto molto travagliato presso il Centro Servizi Amministrativi di Imperia, ex Provveditorato agli Studi, alle prese con la nuova geografia scolastica, che prenderà effettivamente il via sabato 1 settembre. In questa data, che per docenti e maestre significa “presa di servizio”, dopo il periodo di vacanze, molte sono le novità all'orizzonte. La prima, la più importante, poiché è facilmente tangibile, risiede nella nascita degli Istituti Comprensivi Scolastici (ICS).

Il decreto legge 98/2011, convertito poi a luglio del 2011 (n.111), prevede numerose novità, volte al risparmio e al contenimento della spesa pubblica. Per quanto riguarda la scuola, l'articolo 19, rubricato sotto il titolo “Contenimento e razionalizzazione delle spese in materia di impiego pubblico, sanità, assistenza, previdenza e organizzazione scolastica”, prevede la creazione di una sorta di polo unico che raggruppi, a livello amministrativo, le diverse scuole che si trovano sul territorio nazionale. Entrando nei particolari, i punti 4 e 7, dell'art. 19 della suddetta legge, prescrivono che tali istituti dovranno unire le diverse scuole, raggiungendo come soglia minima, quota 1000 alunni, affinchè la scuola, denominata appunto ICS, possa disporre di autonomia funzionale e personalità giuridica, sotto la guida di un unico dirigente scolastico. Qualora invece il raggruppamento delle scuole non permetta di raggiungere quota 1000 alunni, la figura principale rimane il dirigente scolastico, il quale, in questa fattispecie, assume la reggenza temporanea, normalmente annuale, dell'ICS. Tale dirigente deve, a sua volta, esserelo in istituzioni scolastiche autonome, cioè su altri ICS.

Effettivamente, tali cambiamenti graveranno sulle segreterie e sui servizi amministrativi, non direttamente sugli alunni e famiglie, che continueranno a portare i propri figli sempre presso la scuola di riferimento della zona in cui vivono. L'unico cambiamento, sarà, come nel caso di Ventimiglia, la diversa denominazione dell'Istituto Comprensivo.

Una volta snocciolati questi presupposti, utili per capire la ratio del provvedimento legislativo, vediamo quali sono gli ICS nel territorio della provincia di Imperia, partendo dalla città di confine.

A Ventimiglia, si creeranno due ICS: “Cavour” e “Biancheri”. Il primo, con sede a Ventimiglia Alta, raggrupperà la scuola dell'infanzia di Via al Capo, le scuole materne di Via Nervia, Roverino, Latte ed Airole, abbracciando così anche il territorio di Torri e S. Pancrazio. L'I.C. “Biancheri” di Via Roma, raggrupperà le scuole dell'infanzia di Via Roma, di Via Chiappori, le scuole primarie di Via Roma e di Via Veneto. La dirigente scolastica dell'ICS “Cavour” sarà la Prof.ssa Antonella Costanza, mentre alla “Biancheri” prenderà posto la Prof.ssa Rita Zanolla. L'esempio di Ventimiglia bene inquadra la nuova soluzione legislativa, in quanto, la prima scuola raggrupperà all'incirca 1036 alunni, la seconda quasi 1018.

Salendo in Val Nervia, troverà luce l'I.C. “Val Nervia”, che comprenderà i territori di Camporosso, Isolabona, Dolceacqua, Apricale, Pigna. Anche in questo caso le scuole materne, primarie e medie dei vari borghi, verranno unite sotto un'unica segreteria e un unico dirigente scolastico.

Sulla costa troviamo a Vallecrosia, l'I.C. “Vallecrosia”, che unirà i territori di San Biagio, Soldano e Perinaldo. Le scuole materne, elementari e medie saranno guidate, in questo caso a reggenza annuale, in quanto non si raggiunge quota 1000 unità, dalla Prof.ssa Colombo. A Bordighera l'I.C. “Bordighera”, sarà formato dalle scuole “Villa Filomena”, “Rodari” di Via Pasteur, “Ruffini” e dalle sedi di Borghetto S. Nicolò e Seborga.

A Sanremo, si formeranno ben 4 Istituti Comprensivi: “Sanremo ponente-Ospedaletti”, “Sanremo centro-ponente”, “Sanremo centro-levante” e “Sanremo levante”. Scuole, come le medie “D. Alighieri”, faranno parte del distretto “centro-ponente”, quelle di Via Volta del “centro-levante”, la “De Amicis” di Ospedaletti con “ponente-Ospedaletti” e la “Pascoli” con “levante”.

Il territorio di Arma di Taggia verrà diviso in due ICS, il primo “Arma”, che raggrupperà le scuole di Castellaro e la “Pastonchi”, mentre il secondo “Taggia” che unirà Badalucco e Molini di Triora, quindi, anche in questo caso la “Papa Giovanni XXIII” di Badalucco, la “Rodari” e la “Mazzini” di Taggia Levà, avranno un unico polo dirigenziale-amministrativo.

A Imperia si formeranno 4 Istituti Comprensivi: “Boine”, “Littardi”, che raggrupperà le elementari di Castelvecchio e le scuole di Dolcedo, “Sauro”, con le scuole di Via Argine Destro, Via Gibelli, la scuola primaria di Castelvecchio e la stessa scuola media “N. Sauro” ed infine “Novaro” con le scuole materna ed elementari di Piazza Ulisse Calvi, Largo Ghiglia, Via N. Berio e Via Vecchia Piemonte.

Gli ultimi tre ICS sono quelli di “Pieve di Teco-Pontedassio”, “Diano Marina” e “Riva Ligure-San Lorenzo”, che uniranno, rispettivamente le scuole di Pieve di Teco, Borgomaro, Aquila D'Arroscia, Ranzo, Rezzo, Chiusanico, Lucinasco, Cervo, Diano Marina, San Bartolomeo al Mare, Cipressa, Pietrabruna e Riva Ligure.

Le difficoltà, senza ombra di dubbio, non mancheranno. A due giorni dall'apertura dell'anno scolastico, mancano ancora alcune nomine di reggenza per diverse scuole. Altra problematica, assolutamente da non sottostimare, risiede nel fatto che, per l'alto numero di alunni, i presidi, (oggi “dirigenti scolastici” ndg), non potranno più assistere le varie problematiche con sufficiente calma e disponibilità, nonostante le scuole invece ne saranno investite, come avviene annualmente, in una triste routine, ormai consolidata da diversi anni a questa parte, per gli acquisti di materiale, ai pagamenti delle supplenze e delle nomine annuali, per giungere alla vicinanza e all'assistenza ai ragazzi e alle famiglie, che vivono in un terreno sociale molto fragile e per nulla semplice da tutelare, anche a causa di tali scelte, che, democraticamente, una parte della classe dirigente politica in Parlamento ha votato.

L'attuale situazione scolastica, se letta insieme a quella disastrosa della sanità e degli altri servizi essenziali, non migliora la situazione, ma anzi, le nubi di un orizzonte, non più così distante, giornalmente si addensano per scatenare un temporale dagli effetti per niente benefici.


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