domenica 24 settembre 2017
23.02.2013 - Donatella Lauria

Da Stoccolma a Sanremo, la vita stupenda di Alfred Nobel

Stoccolma e Sanremo. Due città tanto diverse per clima e paesaggio ma con un punto in comune. Anzi un nome. Alfred Nobel. Nella capitale svedese il grande chimico, inventore della dinamite, nacque nel 1833 e nella città dei fiori all’interno dell’affascinante villa che porta il suo nome morì in solitudine nel 1896.

A Stoccolma si erige, tra eleganti palazzi settecenteschi, il museo a lui dedicato che intende diffondere conoscenza, suscitare interesse e creare dibattito su scienza e cultura mediante una pedagogia creativa, tecnologia moderna e design elegante. Ma dare anche numerose informazioni sul Premio Nobel, (da lui istituito) e sui premiati dal 1901 ad oggi.

A Sanremo sorge la villa che udì i suoi ultimi respiri. Fu costruita nel 1874, subì un restauro nel 1892, ed è circondata da un bellissimo parco. Appartiene alla Provincia di Imperia che ne cura il restauro iniziato nel 1993. Deve il suo nome al famoso scienziato svedese, inventore della dinamite, che la definì il mio nido e vi abitò in solitudine per 6 anni (1890-1896).
Qui Nobel lavorò a numerosi brevetti e ideò il famoso testamento che attribuisce a tutt'oggi un premio, etico morale e non ultimo anche economico, a coloro che più abbiano contribuito al benessere dell'umanità.
Il parco che circonda l'edificio un tempo si estendeva sino al mare e comprende diverse piante pregiate, tra cui l'altissima Cupressus macrocarpa, di origine californiana sotto il quale è sistemato un cannone di fabbricazione Bofors, anno 1883, usato anche da Nobel per i suoi esperimenti sulla gittata delle armi. All'interno la villa è così suddivisa:  al piano seminterrato c'è il laboratorio Nobel con fotografie che illustrano la storia e la tecnica dei principali esperimenti; al piano terreno una sala conferenze decorata con affreschi in stile pompeiano; al primo piano lo studio dello scienziato.

Accedendo alla Villa dall'ingresso principale di corso Cavallotti si può ammirare una piccola collezione di rare specie botaniche, tra cui alcune specie di cactacee, come 5 differenti tipi di aloe. Proseguendo per i due piccoli viali che percorrono il diametro del giardino si notano sette differenti specie di palme e, osservando con attenzione lo spazio verde, si possono trovare alcuni fascinosi angoli tipici del gusto dell'epoca di Nobel. La Villa appare, come commenta il celebre poeta ligure Francesco Pastonchi, "una bizzarra miscela di stili, con leggeri capricci di ferri e sfoggi di vetrate e una torretta incrostata di pietruzze da figurare un croccante". Una struttura che ospita al suo interno gli spazi originali della dimora, nonché al piano giardino l'interessante esposizione sulle grandi scoperte del XIX secolo e sulle attività di Nobel.


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