lunedì 24 aprile 2017
19.07.2013 - Marco Risi e Lilia De Apollonia

Tragedia alla foce del Roja, giovane senegalese annega per sfuggire alla polizia

Ventimiglia. Tragedia intorno alle 13,30-14 alla foce del fiume Roja: un giovane immigrato africano, sembra, senegalese, è morto annegato. A nulla sono serviti i soccorsi prestati dai volontari della Croce Rossa della Croce Verde del 118 e dai Vigili del Fuoco oltre a bagnini dei vicini stabilimenti. Si tratta di Mame MOr Diop, oggi a digiuno per il ramadan.

Ventimiglia tragedia intorno alle 13,30-14 alla foce del fiume Roja: un giovane immigrato africano, sembra, senegalese, è morto annegato. A nulla sono serviti i soccorsi prestati dai volontari della Croce Rossa della Croce Verde del 118 e dai Vigili del Fuoco oltre a bagnini dei vicini stabilimenti.

La Dinamica, secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, sarebbe questa. Il giovane si trovava sulla spiaggia nei pressi della foce del fiume Roja con un amico,i  due probabilmente venditori abusivi, hanno visto  in lontananza un poliziotto impegnato in un normale giro di controlli nel mercato del Venerdì. Spaventati si sono precipitati verso la foce del fiume per guadarla e darsi poi alla fuga attraversando le spiagge di Marina San Giuseppe. Il primo ha superato l'ostacolo della foce agilmente e si è dileguato, il secondo, entrato in acqua, complice anche la forte corrente, si è inabissato tra le onde.

L'allarme è scattato immediatamente:  quattro persone almeno si sono gettate in acqua per cercare di portare a galla l'uomo ma la corrente e probabilmente il peso del giovane lo hanno trattenuto sott'acqua per diversi minuti.

Una volta riportato a riva i soccorritori della Croce Rossa della Croce Verde dei Vigili del Fuoco del 118 e della Capitaneria di Porto hanno provato tutte le tecniche di rianimazione previste dai protocolli di soccorso dalla respirazione artificiale al massaggio cardiaco all'uso del defibrillatore. Non c'è stato nulla da fare. Come detto dell'uomo al momento si presume soltanto l'età sui 25-30 anni. Nessuna traccia dell'amico.

 Il nome del ragazzo, è Mame Mor Diop, che ha perso la vita in circostanze tutte da chiarire, ancora adesso viene interrogato l'unico testimone, nero come lui, giovane come lui, lontano come lui migliaia di chilometri da casa. Sotto alla caserma di polizia oggi hanno protestato decine di uomini e donne africani, che piangono e attendono, alcuni pregano. Oggi era giornata di ramadan, e il povero Mame era a digiuno, erano tutti molto stanchi per il caldo ed appunto per il digiuno, facile che la debolezza abbia preso il sopravvento. Intanto l'Arci, comitato provinciale, ha chiesto che venga fatta un'inchiesta per appurare il meccanismo e le esatte cause della morte del senegalese. Fatti del genere, tragici, senza motivo,una giovane vita che per guadagnare pochi euro, in mano a caporali che li usano per vendere i loro prodotti, tutti italiani probabilmente, e tutti in nero, viene stroncata in un giorno d'estate sotto gli occhi tristi dei suoi compagni di misero lavoro. Sotto gli occhi indifferenti di tanti del luogo, tra la comprensione e lo sdegno di altri giovani e non, italiani, che sotto la caserma di polizia stazionano per dimostrare la loro solidarietè ai piu' deboli.

 

 

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