lunedì 17 febbraio 2020
26.09.2011 - S.B.

Disco rosso nel sud- est Europa per i fiori di Alsmeer, disco verde per quelli di Sanremo presto invitati a sostituirli

SANREMO - Il blocco alle dogane romene interessa solamente i prodotti agricoli olandesi mentre non si estende a quelli italiani

“ Per ragioni fitosanitarie siamo costretti praticamente a bloccare alle nostre frontiere i prodotti agricoli olandesi, specialmente i fiori, le semenze floricole ed i bulbi, giacché siamo sicuri che contengano nel calice alcuni batteri molto dannosi per la salute umana cosa che invece non si rileva in quelli provenienti dai mercati di Sanremo e di Pescia. Dovremo dunque prelevare da ogni trasporto di prodotti agricoli, in principal modo fiori e bulbi, alcuni campioni da far analizzare ai nostri laboratori di Bucarest. Solamente qualora questi ci dessero risultati negativi ai Tir con merce olandese a bordo sarà permesso di entrare nel nostro territorio nazionale”.  Con queste parole la dottoressa Elena Leaota, direttrice dell’Agenzia fitosanitaria romena, giustifica la decisione di bloccare ai confini terrestri romeni gli autoarticolati trasportanti prodotti floricoli olandesi per minuziose ispezioni di carattere sanitario che si potrebbero protrarre anche per una decina di giorni ed, indirettamente, certifica invece la bontà dei prodotti floricoli “ Made in Italia” ed, in particolare, “ Made in Sanremo”. A fare le spese dei nuovi rigidissimi provvedimenti delle autorità di Bucarest sinora una ventina di autoarticolati con a carico fiori commercializzati nel grande Mercato di Alsmeer e diretti non solo in Romania ma anche in Turchia ed Ucraina. Quintali di fiori e bulbi destinati a  marcire sotto il sole della frontiera magiaro- romena o ad essere rispediti senza tanti complimenti al mittente. Dalla Romania, infatti, molti auto- articolati sono costretti a passare per raggiungere pure la Turchia, stato in netto miglioramento sotto il profilo delle condizioni economiche generali, la Bulgaria e l’Ucraina che con più di sessanta milioni di abitanti è comunque un mercato appetibile di consumatori. Ogni anno più di seicentomila tonnellate di fiori olandesi attraversano le frontiere dello stato danubiano. Il boicottaggio dei fiori d’origine batava è infatti stato pianificato a Bucarest all’indomani dell’insormontabile veto olandese all’ingresso della Romania nello spazio Schengen con il preciso scopo di colpire duramente l’economia dei Paesi Bassi. Da Alsmeer proviene infatti quasi il 60% dei fiori e dei bulbi da esportazione e di questi una buona parte vengono venduti nelle Nazioni del Sud- Est Europa. Ancora Sabato mattina le autorità romene confermavano che il blocco, da loro giustificato esclusivamente da ragioni di tutela sanitaria dei loro connazionali, durerà sino al prossimo Consiglio dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione europea ed invitatavano, per il momento, gli importatori di questo genere merceologico a rivolgersi a mercati alternativi come quello di Sanremo. “ Il prodotto Sanremo è perfetto sotto ogni punto di vista e non crea problemi alla salute della nostra popolazione non contenendo alcun tipo di batterio letale”, hanno confermato alcuni funzionari del Ministero dell’Agricoltura di Bucarest. La domanda ora è se Sanremo sia in grado di sostituire una quantità pari di tulipani, narcisi, sementi e bulbi quale quella che annualmente i Paesi Bassi inviano da Alsmeer nel Sud- Est Europa. Gli esportatori batavi d’altronde iniziano ad essere preoccupati: itinerari alternativi al transito in Romania, come quelli attraverso i Balcani occidentali cioè attraverso gli stati  dell’ex- Jugoslavia, sono considerati ancora poco sicuri ed i trasporti per mare più costosi. Chissà se il gigante Alsmeer nei prossimi giorni si vedrà bagnare il naso dalla piccola Sanremo da sempre considerata da loro la sorellina minore da guardare con sufficienza.       

Sergio Bagnoli                


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