mercoledì 13 novembre 2019
08.02.2019 - Lilia De Apollonia

Sanremo: un'occhiata in giro...di Lilia De Apollonia

La giornalista Lilia De Apollonia ha fotografato a parole l'atmosfera che si sta respirando in questi giorni a Sanremo...

La cittadina è per 10 giorni trasformata, invasa e tele-radio trasmessa ovunque.

Gli alberghi, ristoranti, pizzerie, la movida notturna, gli stazionamenti davanti all'Ariston, sono un tutt'uno con il festival.

Tutto diventa parte di quel grande circo, non paragonabile a nessun altro evento italiano, per il secondo anno con Baglioni direttore artistico e responsabile in fondo del successo di audience pari allo scorso anno.

I punti focali della città, chiamata appunto del festival, sono: l 'Ariston, di proprietà della famiglia Vacchino, quasi un enorme studio della Rai che dopo gli anni del Casinò si è qui trasferita; il suo interno da rosso è diventato bianco e con una scenografia costosissima anche per questo anno; il comune sanremese non è mai riuscito a costruire un teatro degno di ospitare il festival della canzone, così ogni edizione un teatro privato, capace di più di mille posti, affitta i suoi ampi locali, più la grande sala stampa, alla tivu' di stato.

Tra i poli d'attrazione poi c'è Casa Sanremo, a tre passi dall'Ariston, nel Palafiori.

Si è ingigantita anno per anno, e per l'edizione odierna il numero degli accreditati, del personale, dei curiosi, è aumentato esponenzialmente, attirando cosi' una marea di addetti e non, ai lavori. Vi sono tre ristoranti, bar, stand, su due livelli.

E' certo il posto dove, tra esibizioni di band, interviste, foto e cocktail giornalisti e reporter trovano un luogo vivace, affollato, sale e salette, ed anche una piccola spa.

Terzo luogo, per i big dopo le esibizioni sul palco,ma più per gli artisti alternativi, come gli Ex-otago e Motta.

E' il Santa Tecla. Anche qui tutto da Roma, la Rai lo gestisce, invita e accredita, non ci possono entrare i giovani del luogo; e sembra sempre più, qui come al Teatro del Casinò, che ospita il Dopofestival ed è blindato, come tutta la città, di essere in un luogo fuori da ogni cartina geografica.

Ad ogni passo nei dintorni dei luoghi festivalieri, si è circondati da polizia anche privata, e si può esser perquisiti; accento romano dappertutto, come se niente fosse più ligure… per strada si parla romanesco e napoletano specialmente tra i fan maturi della kermesse.

Sono tanti però i ragazzi e i giovani che, a pagamento, fanno da figuranti, e guadagnano 20 euro e più a sera.

Una piccola risorsa per i ragazzi della riviera. La notte arrivano i gruppi e molti cantanti non proprio da Festival, che ballano insieme ai giovani numerosissimi, all'ex carcere che da qualche anno restaurato ospita l'alternativa ai locali privati.

Fra questi il più bello è il Victory-Morgana che nei 10 anni ha creato e ospitato galà e serate glamour sempre per il pubblico della notte, che qui dopo lunghe code può entrare e ballare, fare selfie e magari chiaccherare con i big del Festival e varie celebrities.

Per le vie sanremesi personaggi strani, capelli e tagli di ogni colore, per i lui e le lei; abbigliamento da sera portato di giorno, groove, anni '50 e streetstyle si mischiano ovunque.

Radio private hanno sede non solo in centro ma in bar e boutique sparsi ogni dove, macchine pubblicitarie e vans, e poi carrettini che portano arance come una volta, e i grand hotel che oltre ad ospitare i vip, creano continui eventi e party, anche questo succedeva ai tempi del vecchio festival, senza però lo sfrazo e la ricerca di sicurezza anche esagerata di oggi .  


 

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