martedì 16 luglio 2019
18.07.2012 - redazione

"Gioacchino Assereto e i pittori della sua scuola" oggi a Villa Regina Margherita a Bordighera

Giovedì 19 luglio alle ore 18.00, presso la Biblioteca della Fondazione Terruzzi sarà presentata, alla presenza dell'autrice Tiziana Zennaro, l'opera Gioacchino Assereto (1600-1650) e i pittori della sua scuola, edita dal Soncino nel 2011.

Tiziana Zennaro ha lavorato presso il J. Paul Getty Museum a Los Angeles e collaborato con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria. Ha tenuto corsi di Storia dell’Arte e Museologia presso Università europee ed americane ed è docente nella scuola pubblica. Si occupa da anni di pittura e ha pubblicato saggi, articoli e curato mostre, con particolare riferimento all’arte genovese.

Considerato “saturno”, stravagante e bizzarro dal biografo Raffaele Soprani, Gioacchino Assereto (1600-1650) fu uno degli artisti più interessanti del primo Seicento pittorico genovese e – secondo l’autorevole giudizio di Roberto Longhi - europeo.

Un pittore ancora poco noto ai non ‘addetti ai lavori’, del quale questo studio monografico (2 volumi, 847 pagine, 157 tavole a colori) – il primo ad oggi pubblicato -, ricompone la personalità e l’opera. L’autrice – esperta di pittura genovese - propone la ricostruzione del catalogo del maestro e degli allievi attivi nella sua bottega (ai quali è dedicato il II volume), su basi stilistiche, ma con attenzione anche alle fonti letterarie, artistiche e storiche. Ne traccia un percorso evolutivo che parte da opere profondamente improntate ad una cultura tardo-manierista, con figure dalle forme allungate, avvitate e con l’impiego di colori vivaci, ad un progressivo aggiornamento sul gusto barocco, accolto nei suoi aspetti più vitali e meno decorativi.

Assereto si rivela artista sperimentale in ogni passaggio della sua carriera, fin dalle prime opere, che - seppur memori dell’insegnamento dei maestri Luciano Borzone, Andrea Ansaldo e Bernardo Strozzi – si distinguono per una particolare urgenza naturalistica ed espressiva, nella ricerca di un’umanità vera e profonda.

La lezione del Caravaggio e dei suoi seguaci si avverte fin dalle primissime prove: l’attenzione per il ‘vero’ appassiona Assereto in tutto il suo percorso, fino alle opere dell’ultimo decennio, in cui sa portare il suo linguaggio alle conseguenze più alte in termini di movimento, drammaticità, espressività, animando la materia e rendendola vibrante, viva. In questi anni si assiste ad un progressivo affermarsi del colore, con esiti di alta e pura pittura, per i quali è stato tracciato un confronto con artisti quali Rembrandt e Velàzquez. Una certa sintonia con le opere del grande spagnolo è giustificata dal fatto che Assereto inviava tele a Siviglia, ed era in contatto con gli stessi committenti di Velàzquez, col quale potrebbe peraltro essersi incontrato in occasione di uno dei viaggi di questi in Italia.

Presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private europee ed americane, le opere di Assereto sono visibili in particolare a Genova, ma anche nel Ponente ligure: la Fondazione Terruzzi (Villa Regina Margherita) conserva tre tele di grande qualità (esemplificative di tutto il percorso del pittore), mentre due opere giovanili sono a Taggia, nel convento dei Domenicani e nella Parrocchiale.

 

Interverranno: Maria Clelia Galassi (Università di Genova), Mina Gregori (Fondazione di Studi di Storia dell'arte Roberto Longhi - Firenze), Annalisa Scarpa (Fondazione Terruzzi).


Commenti

Nessun commento presente.
Accedi per scrivere un commento

 
Meteo